senza un'idea non ci si alza dal letto

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martedì, 20 maggio 2008

dunque, domenica pomeriggio giocava la serie a. io mi cagavo addosso e ho detto "no, mi sa che la partita non la guardo". quindi alle 14.55 mi son messo su da bravo a mettere a posto tutta la libreria itunes, un gran lavoraccio. verso le 15.30 ho sbirciato il sito della gazzetta e mi son girate le balle come trottole. quindi ho piantato itunes e la sua cazzo di libreria e sono andato a sistemare un'altra libreria, in mansarda. che mio padre gli è presa la mattana e l'ha sistemata tutta. lo ammetto, ha perso un po' di fascino, è una stanza normale adesso, chissà se ci chiaverò mai più lì dentro? speriamo di sì dai. com'è come non è, ho buttato via decine di libri letti da bambino tipo david crockett che un po' mi spiaceva ma alla fine andavano buttati. e anche un sacco di quaderni con gli appunti dell'università. un bel dieci minuti li ho passati a rileggermi i quaderni dei corsi di storia moderna, storia romana, storia della lingua italiana, geografia, etc. credo avessi sulla testa un bel punto di domanda con sotto una didascalia: ma com'è che è passato così in fretta tutto questo tempo?
sistemata anche la libreria della mansarda son sceso, e su msn mi si diceva che aveva segnato ibrahimovic e ho pensato "cazzo che bello". poi ho acceso la tv e vaffanculo, la partita l'ho vista finire. ho mangiato il gelato, fumato un sigaro con mio padre non so neanche bene perché, bevuto un bicchiere di malvasia e uscito per festeggiare.
la sera festeggiato, mangiato una salamella alla sagra della porchetta (che è una contraddizione in termini, lo so, però avevo voglia di salamella). bevuto, rivisto amici che era un sacco che non vedevo, programmato l'abbonamento per il prossimo anno, offerto da bere, speso un casino per offrire da bere, fumato una bomba buonissima.
oggi ricevuto un sacco di auguri che fa sempre piacere e rivisto un'altra ex, sempre nella stessa piscina, un'altra ex che - stranamente - oggi è una bellissima mamma. anche con la cuffietta ho pensato "cazzo che figa". che le sue son state indubbiamente le tette più belle che abbia mai toccato. anche se devo dire che, pensandoci, ho avuto la fortuna di toccare proprio della gran belle tette in ventinove anni.
stasera, messa la macchina in garage, ho preso dal bagagliaio la borsa del calcetto. buttandola a terra questa ha rimbombato per tutto il parchetto che ho davanti a casa. finito il rimbombo, solo il rumore della pioggia. son stato lì per un po' ad ascoltarlo, col cappuccio della felpa tirato su. e quasi potevo sentire, come una nenia sotto il tictictoc della pioggia, i respiri delle centinaia di persone che dormono nei palazzi affacciati sul palchetto. nessuna macchina passava, tictictoc, anche sulla mia testa, anche nella mia testa. ho sorriso e guardato in alto. presa su la borsa, mentre cercavo la chiave per aprire la porta, pensavo a questa canzone dei radiohead. a quanto sia struggente. e pensavo a quanto siano struggenti e banali la pioggia e una borsa poggiata a terra che rimbomba nella notte. ed ero felice. in maniera struggente e banale, come solo la felicità sa essere.

 

Postato da: senzaidee a 02:06 | link | commenti (3)

sabato, 17 maggio 2008

pronto, ciao zia...volevo ringraziarti per il regalo, sì sì, già provato va benissimo...nero è perfetto, grazie mille ancora, saluta lo zio e la cuginetta...ciao ciao, ti ripasso la mamma.

lunedì faccio ventinove anni, ultima volta che c'è davanti un 2, fa quasi impressione. i regali più graditi son sempre quelli delle nonne, anche a ventinove anni: i soldi. natale e compleanno, la mia tredicesima. mia zia no, lei è un caso a parte, il regalo me lo fa sempre, tenera lei. peccato abbia quest'animo truzzo che la spinge a regalarmi delle robe che veramente, te lo spiego.
a questo giro mutanda e canotta. nere della datch, le marca di costantino, per intenderci. una roba da tamarro incredibile. provo la canottiera: sintetica, strettissima, girocollo. "beh, puoi metterla per andare in piscina quest'estate" si azzarda mia madre: fulminata immediatamente. canotta tamarra subito catalogata tra le robe immettibili, poi colpo di genio: da usare sotto la maglia da calcio d'inverno. un compito mica da poco.

capitolo mutanda: deve esserci qualcosa di malato nella mia famiglia da parte materna. a mia madre ho sempre demandato la scelta del mio intimo finché, superata la soglia dei venticinque anni, come si diceva nel post precedente, ho preso in mano la mia vita e ho imposto boxer di cotone. il compromesso è caduto su quelli della pompea strench. stracomodi peraltro. per un po' la follia materna s'è concentrata sui colori, per questo, tra gli altri possiedo anche boxer gialli, arancioni, verde scuro e blu elettrico. poi, fortunatamente, son riuscito ad avere la meglio anche da quel punto di vista, arrivando a strappare varietà di nero, grigio e blu scuro. un sussulto di pazzia qualche mese fa: bianche con elastico rosanero che fa molto palermo calcio.

dato che la genetica non è un'opinione, eccomi con addosso 'ste cazzo di mutande datch, che uno potrà anche dire: perché li hai messi? la ragione è: non c'è una ragione, volevo vedere se resistevo tutta una sera con la mutanda di costantino. e ce l'ho fatta, con fastidio ma ce l'ho fatta, la sensazione di avere mezza chiappa a contatto coi pantaloni non l'ho ancora metabolizzata del tutto.
così come non ho ancora metabolizzato del tutto la motivazione principe che ha portato mia zia a questo specifico acquisto: il fatto che, secondo lei, io possa anche solo pensare di mettere i pantaloni a vita bassa ed esibire l'elastico delle mutande. che io dico, cazzo ma per chi mi hai preso?

adesso ascolto "a vita bassa" dei baustelle e non vedo l'ora, tra pochissimo, di andare a nuotare e levarmi finalmente la costantineria dai coglioni. in senso figurato e non.

E l'antidoto che ho al futuro anonimo
è la scritta Calvin Klein, è la firma D&G tatuata sugli slip
sopra la vita dei jeans che quest'anno va bassa, va bassa
Ed i cantanti dalla radio cantano
ed ogni anno foglie morte cadono
i calendari cambiano
i centravanti contano
e tutto il resto è inutile

p.s.: questo post è stato scritto indossando mutande datch, pantaloni blu di un pigiama da uomo, maglietta blu della "splinder night". sì, vostro onore, mi vergogno molto di me stesso.
p.p.s.: la parola della settimana è "caina", che ho guardato sul dizionario e non c'è. però mi piace un sacco. tipo "quella lì mi fa venire una caìna della madonna" è una frase bellissima.

Postato da: senzaidee a 14:37 | link | commenti (17)

giovedì, 15 maggio 2008

oggi son saltate fuori parole che non mi sono piaciute per niente. robe che ho sempre aborrito buttate lì con noncuranza. mi sta venendo sempre più forte la voglia di scrivere questa cazzo di tesi e poi vedere. il percorso tracciato è apparentemente lì, ovviamente senza che io possa decidere nulla. ecco, per la seconda volta nella mia vita, fatemi decidere. anche di dire no, volendo. che grande libertà sarebbe dire "no"?
dire no e stare lì a vedere quello che succede, magari succedono cose bellissime, che ne posso sapere?
magari iniziare a lavorare, 9-13;14-18, un cazzo di orario fisso di merda, con le colleghe da baccagliare e, se va bene, scopare in bagno nella pausa pranzo. che roba bella sarebbe?
invece mercoledì sera, bombe, cuba, montenegri, becks calde, discorsi sui massimi sistemi (scopone scientifico e figa, claro). avere in mano la mia vita, fragile che potrei ucciderla stringendola un po' e poi, con la forza di un aeroplano, prenderla in mano e trascinarla in salvo. prenderla in mano, qualcosa deve succedere, sorriso grosso in faccia mentre lo penso e lo scrivo. respiri profondi, una maglietta comprata chissà dove a new york che adatta il proprio tessuto ai miei respiri: semplicemente essere sostanza dei sogni miei. buttarsi in pasto alle cose che nemmeno si pensano, senza fare le cose che andrebbero fatte.
pensare alle ragazze d'estate che sono fatte di minigonne di jeans, canotte grigie, infradito e perizomi da scostare per fare l'amore nella macchine calde oppure appoggiati ai muri il mattino presto, quando le zanzare se ne sono appena andate a dormire.

uccidimi una di questa notti d'estate. fai così, io mi metto in ginocchio dietro di te e tu ti sfili piano le mutandine da sotto la gonna di jeans. mentre chiudi gli occhi non pensare a nulla tranne alla cosa fantastica che stai facendo: sfilarti le mutandine per uccidermi. quando saranno all'altezza del ginocchio lasciale lì, ti prego, lasciamele prendere. fammele annusare e fammi morire. torna pure a casa serena, avrai sulla coscienza solo la mia felicità.

Postato da: senzaidee a 03:14 | link | commenti (5)

martedì, 13 maggio 2008

quando ho letto 'sta cosa qui riferita alle cazzate che scrivo: nonostante i suoi post trasudino un romanticismo nichilista decadente tardo-adolescenziale son stato proprio contento perché mi son reso conto che è una descrizione che calza a pennello non solo a quello che scrivo ma anche a me stesso. se poi non piace a qualcuno son cazzi suoi, ça va sans dire. è ed pure una descrizione-definizione che mi piace moltissimo.

per continuare su questa piega vi allieto con la massima della settimana:

"se riesco a farmi quella lì poi appendo il cazzo al chiodo, tanto una meglio di così non potrò mai più chiavarmela"

Postato da: senzaidee a 01:37 | link | commenti (11)

sabato, 10 maggio 2008

a proposito del mischiare gli asfalti, del tirarsi indietro, del buttarsi dentro, vorrei continuare a dire la mia. e allora visto che è venerdì notte e fortunatamente non sono andato al solito posto numero due, lo faccio. una delle mie tante storie sceme (che se penso al fatto che, a parte un'unica, con la U maiuscola, ho avuto solo storie sceme, tirerei, qui e ora, una capocciata fortissima sullo spigolo della mensola di fronte a me) ha avuto come coprotagonista una persona che mi voleva bene. ma davvero, una cosa tipo che nessun'altra credo mi abbia mai voluto così bene, neanche exstorica, per dire.
lei quest'estate ha conosciuto un tizio, che si era appena separato dalla neomoglie (matrimonio di 4-5 mesi tipo), e si sono innamorati. e beati voi ho pensato. che lei credo mi potesse volere ancora bene, nonostante quest'altro dico. solo che lui, essendo geloso di me, le ha in pratica proibito di vedermi/sentirmi/frequentarmi. e lei non mi ha più visto/sentito/frequentato. io un po' ci sono rimasto male, un po' tanto, un po' ho fatto spallucce, un po' meno. ma son cazzi suoi, forse grandi e amari, ma pur sempre cazzi suoi.
lo conosce ad agosto, si mettono insieme a settembre, a novembre smette di prendere la pillola, a febbraio rimane incinta. lui sta per ottenere il divorzio. io basito.

un'altra ex che diventa mamma. ne ho rivista un'altra, quella del primissimo bacio e della primissima cotta, martedì in piscina: io lì col costumino da gay pronto a tuffarmi e lei che mi saluta. io penso "madonna che figa" e mi butto.

e stasera che si stava bene in camicia e c'erano un sacco di amici e ho flirtato quel tanto che basta per ripensarci e sorridere, lei mi manca un sacco. anche se è scema ed è stata una storia scema, mi manca e la penso da morire. mi manca quel suo volermi bene, che negli ultimi anni è stata una grossa bolla sulla mia testa con dentro il suo sorriso, il suo sorriso per me. che quando ero triste potevo far scoppiare la bolla per trovare il sorriso. adesso che non c'è più, tutto è un po' più freddo, anche le notti di primavera in cui si sta bene in camicia.

e stasera che si stava bene in camicia la penso e le dedico questa canzone, che non ascolterà mai e di cui non conoscerà mai le parole. ma voglio pensare che l'aria dal sapor di biscotto di questa sera le possa portare un paio di versi, questi: Non fare supposizioni Non sentirmi ora Respirerò Per entrambi Viaggia per il mondo Attraversa i cieli La tua casa è qui Nel mio cuore

Postato da: senzaidee a 02:55 | link | commenti (5)

giovedì, 08 maggio 2008

non si capisce di qui, non si capisce di lì. spieghiamo. prendete due che si conoscono da mille anni e hanno avuto percorsi diversi ma che si sono incrociati un tot di volte. adesso, sorprendentemente, dopo mille anni, potrebbe essere che le loro strade si mettano a correre parallele. senonché, la vita è sempre tutta un senonché, giusto?
senonché, secondo me, c'è una bella differenza tra strade che corrono parallele e strade che confluiscono e diventano una, giusto numero2?
ci vuole impegno, dico, per farlo. e crederci. prendere e mescolare i due diversi asfalti sperando che siano di miscele compatibili, mettere la segnaletica stradale nuova, cambiare le cartine, avvertire i tipi che fanno i navigatori satellitari che c'è da modificare tutti i database. e un sacco di altri casini. impegno, costanza, per fare una roba del genere. non basta due giorni insieme o la spesa all'esselunga o avere lo spazzolino personale.
il problema è che, oggi come oggi, io per la mia strada vado così bene che dovrebbe succedere un patatrac bello grosso per farmi cambiare idea e convincermi a mischiare il mio asfalto con quello di qualcun'altro. la mia strada adesso è fatta di lavoro blando ma costante, di vecchia e nuova musica dub napoletana, incredibilmente di hip hop, di calma, di coma, di karmacoma, di pasticcini la domenica mattina, di propositi rispettati, di indifferenza, di botte di risa e sbuffi, di totale paralizzante e elettrizzante incertezza, di pelle che si adatta alla nuova stagione, di riflessioni sempre meno profonde, di leggere moltissimo e scrivere pochissimo, di assenza di progetti. e direi che va bene così. perché mi son rotto i coglioni di progetti, che tanto se faccio i progetti non li realizzo mai. e tanto vale non farne e vedere quello che viene. il che è di una banalità disarmante a dirlo ma mica è così facile mettersi di testa sul serio per farlo.

di seguito, il tormentone dell'estate 2008. e chi non muove la testa veloce destra-sinistra quando dice "cha-cha" non chiava mai più.

Postato da: senzaidee a 12:07 | link | commenti (11)

martedì, 06 maggio 2008

ero lì dentro l'esselunga e mi son chiesto due o tre volte "ma cazzo, è venerdì, perché c'è sto casino?!". e l'ho pure chiesto "ma perché c'è 'sto casino?" e mi è stato risposto che lì è sempre così. secondo me c'entrava un pelo il fatto che fosse il 2 maggio e ci fosse di mezzo un ponte.
ho pensato che in effetti la gente tutta messa così insieme, quasi una sull'altra che fa tutto di fretta e non si guarda mai negli occhi, mi sta un po' sul cazzo, ma poi no, a pensarci dopo mi piace, dopo però. la gente venerdì all'esselunga mi stava sul cazzo anche perché ho scoperto che non c'è più (all'esselunga, a quell'esselunga almeno) il pollo con le verdure dell'aia. tipo un 4 salti in padella ma buonissimo. che l'ho mangiato a una cena discretamente assurda sarà un 4 anni buoni fa e me lo ricordo ancora, il pollo. si era comprato in quello stesso esselunga. non lo fan più. e lì avrei dovuto capire che c'era qualcosa che non andava. non mi capacito che non facciano più il pollo con verdure dell'aia. come le brioche tango che dovevi scaldarle nel forno e c'era dentro il gelato che si scioglieva. che io tra i piaceri della vita dopo il sesso e il calcio avrei messo le brioche tango, forse a parimerito coi libri e la musica. e invece non le fanno più. un dramma. che sulle brioche tango e annessi avrei milioni di cose da scrivere, così come sulle cene col pollo e verdure dell'aia.
poi ho capito che c'era qualcosa che non andava quando mi sono attraversato la stracazzo di esselunga che è stato un vero delirio attraversarla tra mamme figli papà vecchi carrelli patatine birre in offerta porzioni per single porzioni per famiglie sacchetti bordello "diobuono che delirio" pensavo, tutto per andare a prendere il vanity fair e sentirmi chiedere "ma tu davvero leggi il vanity fair?". che io invece di rispondere con maleducazione, ho detto "i giornali vanno letti... tutti". che sarebbe una citazione di santa maradona, ma non è stata evidentemente capita.
ma la roba che più di tutte mi ha fatto capire che c'era qualcosa che non andava era che lo spazzolino non l'ho dovuto comprare all'esselunga ma era già a casa. io ho provato a chiedere timidamente spiegazioni sul mio spazzolino ma non è che abbia avuto grandi risposte. 'sta cosa l'ho capita correndo sotto il sole oggi pomeriggio. adesso ho capito che il mio sogno erotico si chiama mikaela calcagno e spesso conduce l'edizione notturna di studio sport su italia1. e ho anche capito che la colonna sonora di questo post, che sono stati i tre allegri ragazzi morti e, in particolare, la canzone "il mondo prima", mi piace molto.

Postato da: senzaidee a 01:47 | link | commenti (9)

sabato, 03 maggio 2008

aspetto che venga su il caffè mentre la luce si insinua nella cucina passando tra le foglie di un albero. sono due cose che non c'entrano nulla tra loro ma che ricordo bene. sfoglio le pagine di vanity fair, l'odore del caffè che si spande nell'aria è meraviglioso. la tv accesa passa un programma del cazzo di mtv nel quale alla fine i concorrenti devono scegliere tra due tipi (o due tipe, a seconda). insomma, quei programmi del cazzo di mtv americana, ci siamo capiti. è grazie a questo cazzo di programma del cazzo che lei trova l'aggancio e mi chiede se ho preso una decisione. temporeggio (non bevendo spuma, cit. colta numero uno) per un po', poi crollo. è passata una settimana e no, non l'avrei presa la decisione. mi faccio rispiegare i termini di quella che dovrebbe essere la base sulla quale decidere in un modo o nell'altro. sento frasi come "rendere conto" e "sapere dove sei e soprattutto con chi sei", parole come "fiducia" e "tentare". la mia maschera esterna tiene, dentro mi sento come fossi nelle sabbie mobili e più mi agito più affondo.
l'angioletto e il diavolo appollaiati sulle mie due spalle non sanno cosa dire, se ne stanno zitti pure loro e mi tocca fare tutto da solo. per una volta credo di decidere la cosa giusta. dico "no, non me la sento, scusami". in realtà avevo già deciso ma sentirmi ripetere il tutto mi convince che sto facendo la cosa giusta.

no, adesso come adesso non ce n'è di ripercorrere un sentiero già percorso e farlo con un sacco di paletti che, più che indicare la traccia del sentiero, lo costringerebbero, lo violenterebbero. mi manca il fiato solo a pensarci. qui c'è bisogno di novità, anche solo accennate, anche solo nell'aria.

è così bello essere ogni tanto dalla parte del giusto con la propria coscienza, che adesso respiro bene, quasi da dire che son felice. stanchissimo ma felice.

dopo che le ho detto "no" lo rifacciamo due volte e mi accorgo che sono completamente svuotato, come una bottiglia vuota pronta per essere riempita di nuovo. ho un'erezione che non passa neanche con le cannonate ma non sono eccitato. è una sensazione strana e poco piacevole. lei dice che la mia è l'ipocrisia di chi si arrende in partenza (cit. colta numero due). non sono d'accordo ma glielo lascio pensare.

in tutto questo:
a- alla luce degli ultimi avvenimenti devo nettamente rivedere la mia classifica sui migliori pompini.
b- il buon proposito alcolico procede alla grande e sono soddisfatto di me. ma di brutto.
c- mi scimmia da morire il nuovo singolo degli afterhours. se clicchi play puoi anche vedere il video oppure solo ascoltare la canzone, pensa un po'!

Postato da: senzaidee a 02:56 | link | commenti (18)

giovedì, 01 maggio 2008

i buoni propositi per questa settimana erano due. mi era stato suggerito di averne tre, ché così sarebbe stato più facile rispettarne almeno uno. e invece no, ho perseverato sui due. uno l'ho rispettato, l'altro no, mi sembra un'ottima media. il che vuol dire che non ho fatto (quasi) un cazzo per la tesi ma non ho bevuto neanche un cuba libre. la grappa non la considereremo mica un superalcolico, vero?

ho fisicamente bisogno di weekend come quello appena passato, con persone diverse da quelle che frequento da una vita, con persone a cui piace il mio sorriso, con persone con le quali non bisogna mantenere nessuna posa. e quant'è bello sdraiarsi su una spiaggia con la pelle di acqua fredda facendosi asciugare da soli e battute bollenti. minchia che figa oh. con le dita leggere abbastanza per stringere la sabbia e una corona ghiacciata.

e quant'è bello, ora alle 2 e mezza del prim maggio, ascoltare questi 24 grana che erano 12 o 13 anni che non li sentivo, dai tempi dei pomeriggi col roxy bar di red ronnie e poi primi baci visti con o. invece di fare gli esercizi di matematica. con il dialetto campano strascicato nella notte, lingua straniera che ogni estate riuscivo ad imparare in una settimana da quelle parti. in quanto letti diversi avrò dormito nella mia vita? dieci volte tanti quelli di mia nonna, per dire, che ha quasi ottantanni.

ho bisogno che mi accarezzi in quella maniera che quasi mi dà fastidio ma che in fondo mi fa sentire un pugno di cellule, un conglomerato di stronzate, un ammasso di carne, un congresso di pensieri strambi, un'assemblea di peli di barba, una folla di spermatozoi, un insieme di denti, un carnet di sorrisi. accarezzami così, ti prego. anche se non te lo dirò, anche se non lo saprai mai. tu fallo, perché lo sai fare.

Avere una vita davanti e chiedersi cosa cercare
Avere una biga, i cavalli e ridere al sole d’estate
Se ieri ero ancora un bambino domani sarò un vagabondo
La vita è così si alza al mattino e si abbassa alla sera
Un carico di diamanti e il suono assordante di una sirena
Sparare a un nemico alla testa poi correre al sole d’estate
Se ieri ero ancora un bambino da oggi sarò un vagabondo
La vita è così si spezza al mattino e si arriva alla sera
I platani intorno a un’aiuola mi sdraio a guardar la risacca nel cielo
Quei toni d’azzurro mi fanno davvero apprezzare i colori al sole d’estate
Se ieri ero ancora un bambino domani sarò un vagabondo
La vita è così si accende al mattino e si spegne la sera
Se ieri ero ancora un bambino domani sarò un vagabondo
La vita è così si alza al mattino e si abbassa alla sera

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martedì, 29 aprile 2008

poesia per il dopo 25 aprile
sottotitolo: che questi son tempacci ma bisogna tenere duro, anche quando morirà l'ultimo partigiano e allora sì che sarà un giorno brutto quel

prendetemi e mettetemi in una casa a cento metri dal mare con quattro donne e due cani e io sarò inizialmente preoccupato
prendetemi e mettetemi in acqua il 27 aprile e io sarò infreddolito
prendetemi e mettetemi in mano una corona su una spiaggia con l'acqua che sarà fredda ma il sole caldissimo e io sarò scaldato e rilassato
prendetemi e mettetemi a parlare con ognuna di queste quattro donne e io sarò sorridente
prendetemi e mettetemi col braccio fuori dal finestrino a canticchiare canzoni di silvestri e io sarò stonato e felice
prendetemi e mettetemi in un ristorante stupendo in un posto stupendo a mangiare cibo stupendo e io sarò sazio di tutto
prendetemi e mettetemi su un molo, di notte, a strimpellare canzoni a memoria e io sarò leggero

s. al cubo, alla quarta, fate voi, si spacca il culo al mondo comunque. 

sulla testa un po' di sole
ed in bocca una canzone

Postato da: senzaidee a 00:05 | link | commenti (11)

 
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